Istituto Comprensivo Castel San Lorenzo (SA)
Istituto Comprensivo Castel San Lorenzo

- ISTITUTO COMPRENSIVO DI CASTEL SAN LORENZO –

REGOLAMENTO D’ISTITUTO

Predisposto dal Collegio dei Docenti in data 23 ottobre 2013    delibera n. 27   ed approvato  dal Consiglio d’istituto  in data  5 dicembre 2013,  delibera n. 54

*   *   *

Il Regolamento che segue fissa la disciplina che la Scuola, con il contributo delle sue componenti professionali e degli utenti, costituisce per il suo funzionamento.

Le norme qui enunciate rappresentano una delle manifestazioni dell’autonomia conferita all’Istituto, fermi i vincoli fondamentali del perseguimento delle finalità d’istruzione, educazione e formazione degli alunni, fissati dalla Legge e dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo dell’Istruzione, rese dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il 04 settembre 2012, in esecuzione del disposto dell’art. 1, c. 4°, del DPR n. 89 del 20 marzo 2009.

La collegialità dell’elaborazione e dell’approvazione del Regolamento, nel quadro dell’Ordinamento democratico della Scuola che istituisce e favorisce la partecipazione ai processi decisionali d’ogni utente e di tutti i lavoratori che la compongono, da piena garanzia che non vi è nessuna rigidità e che ciascuna delle norme può essere effettivamente e liberamente discussa, rivista e modificata per rispondere ad esigenze legittime e razionalmente orientate al perseguimento delle finalità della Scuola.

I – Principi generali

Art. 1 – La Scuola è finalizzata a promuovere la personalità d’ogni alunno, obbiettivo decisivo e centrale a cui ogni altro è subordinato e strumentale, tramite istruzione ed educazione, mettendo in opera le migliori strategie didattiche di cui si disponga e le più idonee direttive di guida all’evoluzione di un’adeguata capacità relazionale. Tiene conto della singolarità e complessità d’ogni persona, delle peculiarità individuali ed ambientali che costituiscono la sua articolata identità, delle sue aspirazioni e capacità, come pure si prende carico delle fragilità operando per superarle o almeno ridurle.

L’opera didattica ed educativa dev’essere sempre orientata alla cooperazione leale ed aperta con le famiglie.

I detti principi costituiscono il nucleo dell’impegno professionale dei docenti e questi restano obbligati a dedicare all’opera professionale le loro migliori capacità e sensibilità, affinando di continuo le loro competenze scientifiche, sia disciplinari che trasversali, tecniche ed artistiche, con lo studio individuale e l’elaborazione collegiale.

Art. 2 – Le famiglie riconoscono la funzione d’istruzione e d’educazione della Scuola come essenziale ed infungibile per l’evoluzione della personalità degli alunni.

Operano, pertanto, perché ogni alunno sia reso consapevole della decisività di un fruttuoso percorso scolastico e del doveroso impegno che questo richiede.

Costantemente rappresentano agli alunni la primazia degli impegni scolastici e dell’assolvimento dei relativi doveri rispetto ad ogni altro compito ed attività.

S’impegnano a fornire agli insegnanti e ad eventuali operatori complementari, tutte le informazioni e le collaborazioni che siano necessarie ovvero utili all’elaborazione di percorsi individuali d’apprendimento e d’evoluzione della capacità relazionale, oltre che al successo dell’attività didattica e delle direttive educative. S’impegnano altresì a prestare la massima attenzione allo svolgimento della concreta vita scolastica dei loro figli ed a seguirla con assiduità, sia riscontrando puntualmente le comunicazioni della Scuola e dei singoli docenti, sia mantenendo periodica comunicazione con gli insegnanti con tutte le possibili modalità (colloqui personali con i docenti, comunicazioni tramite diario ed altri scritti, comunicazioni a mezzo posta elettronica).

II – Doveri e diritti degli alunni.

Art. 3 – Gli alunni devono frequentare con regolarità le lezioni e le attività complementari organizzate dai docenti (lavori di gruppo, attività integrative di recupero o di approfondimento che non implichino costi, attività di ricerca, percorsi individualizzati e quant’altro). Nell’ambito di queste e comunque in ogni momento della vita scolastica, devono seguire le direttive di lavoro, operative e comportamentali loro impartite dai docenti o dal personale tecnico ausiliare.

La frequenza implica anche massimo impegno d’attenzione e di partecipazione attiva, assoluta cura nell’evitare comportamenti ed atteggiamenti che siano di turbativa o di disturbo alla propria ed all’altrui concentrazione ovvero che in qualche modo aggravino i compiti direttivi dell’insegnante e lo sforzo dei discenti nel corso dell’attività.

Implica altresì il dovere di essere in classe puntualmente per l’inizio delle lezioni o delle attività complementari, limitando i ritardi ai casi di necessità o impossibilità insormontabili.

Parimenti correlato al dovere di frequenza, è quello di disporre sempre e puntualmente dei necessari strumenti, materiali e complementi d’apprendimento e d’attività.

Il lavoro assegnato per casa è momento di estrema importanza per il successo dei percorsi d’istruzione e va dunque eseguito con la massima diligenza e con il migliore impegno.

In caso d’assenze, anch’esse giustificabili solo per necessità e impossibilità insormontabili, è dovere di ciascun alunno informarsi delle attività svolte in sua assenza e dei lavori da eseguirsi a casa, provvedendo ad eseguirli nei limiti del possibile, oltre che d’operare in ogni modo per limitare il pregiudizio da assenze sul proprio rendimento scolastico.

Le assenze ed i ritardi vanno giustificati per iscritto, a sottoscrizione d’almeno uno dei genitori o d’altra persona che eventualmente eserciti la potestà parentale.

I genitori devono depositare le proprie firme ad attestazione d’autenticità del Dirigente Scolastico o d’un docente, su documento sempre a disposizione della Scuola per verifica.

Art. 4 – Ogni alunno deve tenere costantemente comportamenti ed atteggiamenti consoni ad un ambiente scolastico, ispirati alla correttezza nei confronti degli insegnanti, del personale tecnico ausiliare e dei compagni. Con questi ultimi il rapporto deve’essere cordiale e collaborativo, anche nella manifestazione di eventuali recriminazioni e lamentele, ed in nessun caso deve manifestarsi un qualche dileggio offensivo, di svalutazione e discriminazione per caratteristiche personali o di provenienza, di aggressione, prevaricazione e intimidazione. Costituisce obbiettivo educativo comune di Scuola e famiglie l’acquisizione del senso dei limiti imposti dal rispetto per gli altri e per le altrui fragilità anche nell’interazione ludica e competitiva, la quale pure costituisce, se tenuta nei detti limiti,  normale e sana esplicazione relazionale dell’affettività e dell’interazione fra coetanei.

La solidarietà verso i compagni e la disponibilità all’aiuto costituisce preciso dovere d’ogni alunno, oltre che ulteriore obbiettivo educativo comune della Scuola e delle famiglie.

Il decoro personale, quindi d’igiene e d’abbigliamento, d’eloquio e di atteggiamenti, costituisce allo stesso modo un dovere degli alunni ed un compito educativo comune di Scuola e famiglia. I comportamenti che risultino in qualunque modo osceni, volgari o comunque indecorosi, vanno rappresentati a ciascun alunno nella loro realtà d’offese alla propria dignità prima che a quella altrui, con ogni implicazione educativa nel senso dell’acquisizione di un adeguato stile relazionale.

Art. 5 – Gli alunni devono sempre operare per evitare danni ad arredi, suppellettili ed attrezzature scolastiche oltre che per evitare un’anomala usura delle stesse.

I danni provocati con dolo o colpa grave da un alunno, oltre alle conseguenze disciplinari, implicano obbligazione risarcitoria della famiglia del responsabile.

Obbiettivo educativo comune della Scuola e delle famiglie è che ciascun alunno senta la Scuola, intesa anche come complesso di beni materiali destinati all’istruzione, come la principale risorsa a sua disposizione per la propria promozione esistenziale e professionale, e per questo si senta in dovere di operare per la migliore preservazione dei beni.

Art. 6 – Gli alunni hanno diritto a:

- una formazione che sia qualificata e che si concreti in attività didattiche e complementari organizzate e condotte dagli insegnanti con la migliore scienza ed esperienza disponibili, oltre che tenendo conto delle capacità individuali, delle aspirazioni e delle esigenze personali, anche eventualmente di recupero e di peculiare conformazione dei percorsi a particolari carenze e difficoltà; tale processo formativo va finalizzato, in ossequio alle predette Indicazioni Nazionali MIUR del 4 settembre 2012 alla cui ratio ispiratrice il Collegio dei docenti di questa Scuola aderisce anche per condivisione dei valori che vi sono affermati, alla acquisizione da parte di ciascun alunno, con le ovvie differenziazioni individuali, delle seguenti competenze-chiave:

1 - Comunicazione nella madrelingua;

2- Comunicazione nelle lingue straniere;

3 - Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;

4 - Competenza digitale;

5 - Imparare ad imparare;

6 - Competenze sociali e civiche;

7 - Spirito di iniziativa e imprenditorialità;

8 - Consapevolezza ed espressione culturale;

- ad una valutazione equa e fondata su criteri prefissati, a loro comunicati e spiegati, che sia idonea a render conto dei loro progressi, delle residue difficoltà e delle necessità ulteriori;

- ad essere rispettati da tutti coloro che lavorano nella Scuola, anche nei momenti, ineliminabili, di rimprovero e di eventuale sanzione disciplinare; s’intende per rispetto la costante comunicazione e spiegazione dei motivi razionali per i quali una regola di comportamento è imposta, con i correlati sacrifici pulsionali che implica, ovvero dei motivi per cui un qualche episodio di cui l’alunno sia stato autore si renda riprovevole per i valori di civiltà che il comportamento rimproverato o sanzionato ha offeso; in altre parole, la Scuola, anche nel rimproverare o nel dover disgraziatamente sanzionare, non deve rinunciare alle proprie finalità educative, il cui successo è altamente probabile se ottiene che siano condivise dalle famiglie; pertanto, proprio in vista di queste finalità educative deve mantenere il più assoluto rispetto per l’alunno rimproverato o sanzionato; in mancanza di rispetto, infatti, non vi è alcuna speranza di successo educativo;

 - a fruire di servizi accessori, anche sul territorio, come biblioteche, laboratori, aule speciali, strumenti e supporti informatici per l’acquisizione di abilità e capacità digitali; hanno diritto, pertanto, d’accedervi con l’accompagnamento degli insegnanti ovvero con diverse modalità organizzative, concordate con le famiglie, che garantiscano la sorveglianza su minori d’età;

- a che le loro istanze, lamentele, necessità, idee e proposte siano ascoltate e considerate e che ogni eventuale diniego totale o parziale sia razionalmente motivato in modo comprensibile gli alunni stessi; ogni alunno ha altresì diritto ad essere ascoltato ed osservato con attenzione con riguardo alle sue esigenze ed eventuali difficoltà di maturazione e di relazione interpersonale, con disponibilità a consigliarlo e supportarlo da parte di tutti gli insegnanti;

- a che in occasione di manifestazioni e feste si seguano nell’organizzazione delle attività anche le indicazioni ed i desideri degli alunni, chiamandoli, ove possibile nel rispetto delle varie esigenze di tutela di minori d’età, a collaborare all’organizzazione, all’esecuzione ed alla vigilanza delle relative operazioni.

III – Organizzazione della giornata scolastica.

Art. 7 – L’ingresso a Scuola avviene al suono della campana e l’uscita pure, al termine delle lezioni. Ogni dovere della Scuola di vigilanza sugli alunni ha durata corrispondente alla giornata scolastica, nell’arco ricompreso fra inizio e termine delle lezioni, i cui orari sono prefissati e comunicati previamente ai genitori con opportune modalità.

Ogni uscita degli alunni anticipata rispetto al termine delle lezioni, ammessa per necessità o impossibilità insormontabili, implica l’accompagnamento d’un genitore a cui l’alunno viene affidato nell’edificio scolastico, previa sottoscrizione di dichiarazione di autorizzazione all’uscita anticipata.

In caso di impossibilità della Scuola di tenere le lezioni per gravi motivi (scioperi, condizioni emergenziali d’ambiente, guasti e situazioni di inagibilità etc.) se ne darà avviso ai genitori con le modalità di legge, tranne che non si tratti di ordine dell’Autorità che sia reso noto al pubblico a cura dell’Ufficio emanante.

Le lezioni sono intervallate da uno spazio di quindici minuti di riposo, durante il quale gli alunni potranno accedere ai servizi secondo l’ordine e le direttive impartite dagli insegnanti.

Tale intervallo inizia di massima alle h. 10.15 e termina alle h. 10.30, salvo variazioni d’orario che saranno comunicate.

Allo stesso modo quando le lezioni o le attività didattiche si protraggano al pomeriggio, lo spazio d’interscuola, antecedente e successivo al pasto in mensa, ha la finalità di consentire un riposo e di far accedere ai servizi, sempre con direttive volta a volta impartire dagli insegnanti.

Al di fuori dei detti intervalli, l’accesso ai servizi è consentito solo in caso di necessità ed urgenza.

Le regole di comportamento corretto a mensa comprendono anche l’evitare sprechi di cibo e bevande, d’igiene personale e della sala in cui vengono serviti i pasti.

E’ fatto divieto d’utilizzo di telefono cellulare, di apparecchi fotografici  di registrazione come di videogiochi per tutto l’arco della giornata scolastica.

Agli alunni che vi contravvengono, il dispositivo sarà sequestrato dall’insegnante e reso ai genitori presso la Scuola.

IV – Norme accessorie e di rinvio.

Art. 8 – Le sanzioni disciplinari di legge saranno adottate in casi d’effettiva necessità dal Consiglio di Classe o dal Dirigente Scolastico su richiesta del Consiglio di Classe, sempre con finalità educativa, quindi con adeguata e chiara motivazione di cui sarà informato l’alunno destinatario della sanzione e la sua famiglia.

La sospensione sarà inflitta di regola con obbligo di frequenza, salvo diversa deliberazione del Consiglio di Classe o decisione del Dirigente Scolastico.

L’alunno che si renda meritevole di sanzione disciplinare sarà seguito e valutato con speciale attenzione allo scopo d’evitare il reiterarsi dei comportamenti antidoverosi. I Consigli di classe, di concerto con le famiglie, stabiliscono peculiari procedure di osservazione ed intervento educativo personalizzato per alunni con comportamenti problematici.

La famiglia che ritenga non fondati i motivi per cui si è adottato un provvedimento sanzionatorio, ovvero che ne supponga la inidoneità educativa, potrà chiederne il riesame al Comitato di Garanzia costituito da un rappresentante dei genitori e da due insegnanti che non appartengano al Consiglio di Classe che ha inflitto o richiesto la sanzione, i cui nominativi saranno designati volta per volta dal Dirigente scolastico con l’approvazione anche a maggioranza dei genitori membri del Consiglio d’Istituto.  Qualora l’eventuale deliberazione confermativa della sanzione da parte di questo Comitato, che dev’essere attentamente motivata, non soddisfi i genitori reclamanti, questi potranno impugnarla in sede giurisdizionale con le forme e modalità di legge.

Art. 9 - Tutto il personale della Scuola, nel disimpegno dei propri compiti e mansioni, è tenuto a rispettare, nel rapporto con gli alunni, nei propri atteggiamenti e comportamenti personali e  nel rapporto con i colleghi, con i dipendenti con diverse mansioni e con il Dirigente scolastico, le finalità educative dell’Istituto, con compiti, ruoli e responsabilità differenziate secondo legge e contratto collettivo nazionale di settore; ciascuno, quindi, ha il cogente dovere di contribuire al raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici, oltre che a tenere alto il prestigio della Scuola, attraverso:

- l’adempimento scrupoloso dei propri doveri;

- atteggiamenti e comportamenti sempre corretti, razionali, pacati ed equilibrati che tengano alto il decoro dell’Istituto e siano improntati a cordialità e spirito di collaborazione, con esplicitazione d’eventuali motivi di conflitto o di lamentela per canali comunicativi riservati, che non coinvolgano in nessun modo gli alunni e che evitino ogni polemica e litigio;

- costante cortesia, disponibilità e sincero rispetto per alunni, genitori, colleghi ed altri operatori.

Tutto il personale è tenuto ad osservare il codice di comportamento dei dipendenti della Pubblica Amministrazione (D.M. 31-3-1994).

Per i rispettivi compiti, mansioni, obblighi e doveri si fa rinvio alle norme di legge che disciplinano il lavoro subordinato in specie alle dipendenze di Pubbliche amministrazioni, ai regolamenti ed al CCNL settore Scuola vigente, che ciascuno ha il dovere di conoscere per conformarvi i propri comportamenti.

In specie si richiama la disciplina giuridica e contrattuale per quanto attiene ai doveri ed obblighi di vigilanza e tutela di alunni minori d’età.

Art. 10 – Nell’ipotesi di infortuni agli alunni ovvero ad altri lavoratori della Scuola, l’insegnante o comunque il lavoratore presente deve tempestivamente rendere, quanto più vicino possibile al fatto e non appena cessato il soccorso agli infortunati e gli altri incombenti d’urgenza, una dettagliata relazione scritta sulle modalità dell’evento e sulle lesioni riportate dagli infortunati, con indicazione delle persone presenti che possano rendere testimonianza.

Tale relazione va immediatamente consegnata al Dirigente scolastico, anche tramite deposito presso la Segreteria della Scuola.

Art. 11 – In occasione di uscite didattiche, viaggi d’istruzione e di eventi che implichino accompagnamento degli alunni al di fuori dell’edificio scolastico, la sorveglianza è affidata ai docenti accompagnatori, alle cui direttive tutti gli alunni devono conformarsi con prontezza. I Consigli di classe possono negare la partecipazione ad uscite e viaggi agli alunni che abbiano tenuto comportamenti negativi, anche non sanzionati in via disciplinare, che possano ragionevolmente far ritenere pericolosa la loro partecipazione.