Istituto Comprensivo Castel San Lorenzo (SA)
Istituto Comprensivo Castel San Lorenzo

Attività curricolari

La Scuola intende che le attività didattiche inerenti alle singole discipline si armonizzino, quanto ad obbiettivi d’apprendimento e più ampiamente formativi, alle predette competenze-chiave.

Modifiche dei metodi d’insegnamento andranno via via ad incidere sul lavoro quotidiano delle classi, in direzione della messa a punto di una didattica sperimentale.

I docenti, in stretta collaborazione, promuoveranno attività nelle quali gli strumenti e i metodi propri delle discipline si confrontino e si intreccino tra loro, evitando il più possibile trattazioni di argomenti distanti dall’esperienza e frammentati in nozioni da memorizzare, anche per presa d’atto che il sapere contemporaneo è connotato da vaste aree di connessione che rendono improponibili rigide separazioni.

Motivo ispiratore di fondo è il dato per cui al termine della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, devono essere conseguiti traguardi per lo sviluppo delle competenze relativi ai campi di esperienza ed alle discipline.  Nella scuola del primo ciclo i traguardi costituiscono criteri per la valutazione delle competenze attese e, nella loro scansione temporale, costituiscono prescrizione.

Si è aderito, per questa finalità, al progetto di una rete di Scuole con Istituti Comprensivi di Albanella, Roccadaspide e Capaccio.

Si approfondiranno, unitamente ai gruppi di lavoro costituiti nelle Scuole aggregate in Rete, le Indicazioni nazionali per il curricolo della Scuola d’Infanzia e del primo ciclo dell’Istruzione, il cui testo è allegato al Regolamento del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 16/11/2012, prot. n. 7734.

Si tradurranno, quindi, in specifici moduli operativi, comprendenti attività in classe, i cui risultati saranno valutati e le pratiche emerse come valide saranno implementate e diffuse.

In ogni caso, anche nel processo d’innovazione predetto, imposto peraltro dalle Indicazioni Nazionali del MIUR, si avrà cura di differenziare la didattica in aderenza ai bisogni degli alunni, nel rispetto delle loro differenze e peculiarità individuali e dei bisogni specifici che emergano.

In specie,

- saranno poste in essere attività di recupero per quegli alunni che manifestino difficoltà e inadeguata acquisizione di abilità e capacità fondamentali; l’obbiettivo precipuo di tali attività è quello di mettere in condizione gli alunni di seguire, con autonomia mano a mano crescente, il lavoro del gruppo classe;

- simmetricamente, per gli alunni che invece abbiano acquisito pienamente le abilità e capacità fondamentali e che manifestino precipuo interesse, saranno attuate attività di approfondimento e potenziamento, con una riqualificazione degli obbiettivi formativi adeguata alle esigenze peculiari manifestate;

- l’attività di sostegno sarà finalizzata a consentire ad alunni diversamente abili l’inserimento nella classe con possibilità di seguire, con differenziazioni commisurate ai casi individuali, almeno in parte il lavoro curricolare; parimenti saranno attuate le misure dispensative e compensative per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia);

- specifiche attività saranno pure poste in essere per l’orientamento degli alunni alle scelte di prosieguo degli studi oltre il primo ciclo, con informazione sui vari indirizzi di Scuola superiore di II grado, di Istituti Tecnici e di Formazione professionale; si forniranno altresì informazioni relative al mercato del lavoro, con inerenza alle speciali odierne difficoltà d’occupazione giovanile;

 

Ambiente d’apprendimento

 

La condizione ambientale della Scuola di Castel San Lorenzo, a seguito del necessario sgombro dell’edificio utilizzato negli anni precedenti, è caratterizzata da inadeguatezza.

L’ambiente d’apprendimento va reso conforme alle esigenze didattiche nuove e più incisive prescritte dalle Indicazioni Nazionali del 2012 ed alle otto competenze chiave elette, come s’è detto, ad obbiettivi specifici dell’azione formativa dell’Istituto scolastico nel suo complesso ed a quadro di riferimento dei traguardi prescrittivi del primo ciclo d’istruzione.

La prima esigenza che s’avverte è quella d’una adeguata dotazione informatica, con l’obbiettivo di dotare ogni aula, almeno nella Scuola primaria e nella secondaria di primo grado, d’una LIM, con supporto di connessione Internet. Allo steso modo, sarà necessario allestire un’aula per esercitazioni d’informatica, con dotazione di PC congrua.

Questi strumenti costituiscono premesse necessarie per la creazione di un ambiente d’apprendimento della qualità prescritta dalle Indicazioni Nazionali.

Il completamento di qualità di tale ambiente ricomprende le seguenti dotazioni:

- e.books a contenuto multimediale, accessibile su tablet, e.reader e pc, oltre che su LIM; in genere questi strumenti contengono eserciziari e schede d’accesso a contenuti ulteriori su Web, utilizzabili con appositi codici;

- e.books integrabili, a cui è possibile aggiungere contenuti, note, animazioni ed anche esercizi, gestibili su pc e LIM, con possibilità di costituire testi di classe.

- e.books interattivi, si leggono on-line di solito, con accesso a mezzo codice; sono arricchiti con animazioni, video, laboratori virtuali, esercizi interattivi; possono essere modulati per alunni con specifiche esigenze di recupero o d’approfondimento e corredati in vario modo di schede esplicative e strumenti dispensativi e facilitativi già offerti dagli autori o elaborati dagli insegnanti;

- dizionari ed atlanti vari on line, i quali una volta acquisiti arricchiscono il patrimonio di strumenti a disposizione della classe e dei singoli alunni.

Vi è poi una dotazione che può essere definita territoriale, nel senso di un servizio offerto ai cittadini del Comune ed accessibile agli alunni della Scuola.

S’allude alla Biblioteca civica, alla cui frequentazione gli alunni devono essere avviati ed incoraggiati in tutti i modi per l’acquisizione dell’attitudine alla lettura personale come via d’impiego del tempo libero. Si ricorda al riguardo la decisività dell’attitudine alla lettura personale per lo sviluppo delle capacità comunicative relative alla lingua madre, oltre che come strumento complementare ed avanzato per l’apprendimento delle lingue straniere e si richiama al riguardo la prescrizione della Indicazioni Nazionali 2012, per cui “un ruolo strategico essenziale svolge l’acquisizione di efficaci competenze comunicative nella lingua italiana che non è responsabilità del solo insegnante di italiano ma è compito condiviso da tutti gli insegnanti, ciascuno per la propria area o disciplina, al fine di curare in ogni campo una precisa espressione scritta ed orale.”

La dotazione dei predetti strumenti didattici, i quali nel loro insieme fondano un ambiente d’apprendimento adeguato alla qualità del Servizio scolastico imposta dalle Indicazioni Nazionali e dal Parlamento europeo, costituisce oggi un punto di rivendicazione e di paziente costruzione da parte degli insegnanti e del Dirigente scolastico, lavorio al quale le famiglie non mancheranno di contribuire.

Visite guidate e viaggi d’istruzione

Il Collegio dei docenti, con delibera resa all’unanimità il 12 settembre 2013, fissava i seguenti criteri generali per visite guidate e viaggi d’istruzione:

- la Scuola dell’infanzia eseguirà una visita guidata di un giorno;

- allo stesso modo, la Scuola primaria effettuerà una visita guidata di un giorno;

- la Scuola secondaria di primo grado effettuerà una visita guidata di un giorno, oltre ad un viaggio d’istruzione della durata massima di quattro giorni.

Sono fatte salve diverse successive deliberazioni del Consiglio d’Istituto, rese su richiesta di Consigli di Classe, del Collegio dei docenti ovvero di genitori.

Ne consegue che, nel rispetto dei criteri generali di cui sopra, le finalità didattiche e conseguentemente le destinazioni e l’articolazione delle visite guidate come dei viaggi d’istruzione, saranno determinate su proposta dei Consigli d’Intersezione della Scuola dell’infanzia, dei Consigli di interclasse della Scuola primaria e dei Consigli di classe della Scuola secondaria di primo grado, i quali dovranno all’uopo valutare le esigenze didattiche e le situazioni delle classi e calibrare le iniziative alle specifiche esigenze e possibilità della varie comunità e dell’insieme degli alunni. Le delibere degli Organi collegiali sopra indicati potranno essere anche fra loro coordinate in modo da prevedere iniziative con partecipazione di più sezioni, di molteplici classi ed anche di tutti gli alunni di un ordine di Scuola. I Consigli predetti dovranno rendere le loro delibere, le quali comprenderanno la determinazione dei costi per le famiglie ed eventualmente per l’Istituto e l’indicazione degli insegnanti accompagnatori con loro dichiarazione di accettazione, entro e non oltre il 31 marzo 2014. Le medesime delibere, rispetto alla cui formazione potranno interloquire i rappresentanti dei Genitori nei C.d.C., saranno sottoposte, a cura del D. S., alla approvazione del Consiglio d’Istituto.

 

Progetti integrativi ed aggiuntivi

In data 24 settembre 2013, la commissione Funzioni strumentali, diretta emanazione del Collegio docenti, alla presenza del D. S. che manifestava conforme posizione, previo esame dei progetti proposti dai docenti, approvava e deliberava i seguenti progetti e le conseguenti assegnazioni degli incarichi:

. gestione del POF d’Istituto, con speciale riguardo alle Indicazioni nazionali MIUR di cui al Regolamento del 16/11/2012 ed alla Raccomandazione del Parlamento dell’U.E., testi d’indirizzo e normativi sopra meglio menzionati; tale progetto è indicato come afferente all’Area A1 ed il relativo incarico è affidato ai docenti Gaetana Camera e Vito Merola;

- funzione di supporto ai docenti, afferente all’Area A2, con incarico alla docente Giuseppina Leo;

- funzione di supporto agli alunni, rientrante nell’Area A3, ed affidamento d’incarico alle docenti Maria Capo ed Antonietta Capozzolo;

- funzioni di espletamento del rapporto dell’Istituto con gli Enti locali e con le realtà presenti sul territorio, afferente all’Area A4, affidato alle docenti Ida D’Amato e Giuseppina Gnazzo.

Comunicazione con le Famiglie

 Si tratta di un compito prioritario dell’Istituto Scolastico, oltre che di un dovere di legge, poiché l’azione educativa, parte essenziale ed irrinunciabile dell’attività formativa propria della Scuola, non è pensabile se non in comunanza con l’ambiente familiare degli alunni e nella condivisione partecipata d’ogni scelta attinente alla vita scolastica di gruppi o di singoli discenti.

La comunicazione fra la Scuola e le Famiglie non può avere forme rigidamente predeterminate, deve piuttosto conservare la flessibilità che consenta l’adeguamento alle specifiche situazioni. Tuttavia, occorre indicare modalità minimali, da tener ferme, che consentano ad ogni genitore di seguire l’andamento scolastico dell’alunno e d’interloquire con gli insegnati senza alcuna difficoltà.

- Prima normale modalità di comunicazione consisterà nella redazione di note scritte dagli insegnanti sul diario di ciascun alunno, il cui contenuto può essere il più vario e destinato a soddisfare differenti necessità, anche semplicemente di informazione; l’efficacia di tale strumento è subordinata alla cura con cui i genitori controlleranno il diario dei propri figli e alla sollecitudine nel dar riscontro, quando occorra.

- Ulteriore e pure usuale modalità di comunicazione è il colloquio diretto e personale del genitore con ciascun insegnante, con le modalità della visita nell’orario di ricevimento di ogni docente come comunicato alle famiglie e della partecipazione alle sessioni di incontro Scuola-Famiglia che si tengono periodicamente; anche questi strumenti richiedono attenzione da parte delle famiglie.

- Si sottolinea l’importanza del ruolo dei rappresentanti eletti dei genitori nei Consigli di Classe, i quali possono svolgere utilissime funzioni di informazione sugli indirizzi didattici ed educativi impressi dagli Organi collegiali, oltre che di portare all’attenzione dei Consigli di Classe segnalazioni, proposte, richieste e quant’altro ritengano le singole famiglie.

Va da sé che peculiari situazioni troveranno, nell’accordo fra genitori e docenti, forme differenti ed anche non predeterminate di comunicazione, volta a volta concordate.

Criteri di valutazione

 Come è noto, una chiara volontà di legge impone che le valutazioni siano espresse con il metodo docimologico, quindi con voto da uno a dieci.

La corrispondenza tra voto numerico e valutazione, per scelta d’Istituto, è così schematizzabile:

- 3 – 4 = gravemente insufficiente;

- 5 = non sufficiente;

- 6 = sufficiente;

- 7 = buono;

- 8 – 9 = distinto;

- 10 = ottimo.

Nella valutazione si terrà naturalmente conto, oltre che delle abilità e capacità acquisite, dei progressi realizzati dall’alunno rispetto ai livelli di partenza.